Intervista a cura di Renato Brucoli
Una data: 14 giugno 1987. Un nome: Franco. Sulla parete, un graffito. E' il segno di una festa, di un ritorno: dalla morte alla vita. Ultimato il programma terapeutico, Franco lascia la C.A.S.A. per rientrare definitivamente in famiglia. Una speranza diventa realtà.

Nel refettorio, sulla parete di fondo, un crocifisso di legno tenero. Povero. Nudo come l'abbraccio orizzontale del Cristo. Spezzato, nel suo verticalismo di ritorno, da mano d'uomo. E al posto del frammento mancante, il tracciato di una penna a spirito. Una data: 14 giugno 1987. Un nome: Franco. Non un graffito come tanti. E' il segno di una festa, di un ritorno: dalla morte alla vita. E' il sacramento di una riconciliazione con Dio e con gli uomini. Il 14 giugno 1987 è stata una data storica per la C.A.S.A.: ultimato il programma terapeutico, terzo fra i giovani ospitati, Franco ha lasciato la comunità per rientrare definitivamente in famiglia, il tunnel della droga alle spalle.