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UNA TESTIMONIANZA

Profeta degli ultimi nella mia terra

Dopo un lungo calvario, con le stimmate di una sofferenza umanissima vissuta come un dono, don Tonino Bello ci ha lasciati per sempre. Ricordo ancora quando quest'uomo altissimo e brizzolato, dai modi sìgnorili e dall'eloquio immaginifico e intensamente poetico, sbarcò nella mia terra a fare il vescovo: i suoi gesti netti e inusuali, il suo essere «profeta» dalla parte dei poveri, le sue parole d'amore al «fratello ladro», all'immigrato, al tossicodipendente, al barbone, la sua ricerca spasmodica e concreta delle ragioni, e dei volti, e delle mani degli «ultimi», tutto questo produsse uno schianto, un clamore di trasgressione per tutti i sepolcri imbiancati, uno scandalo destinato a durare nel tempo e a varcare i confini della diocesi di Molfetta.

LA CASA

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